Un bilancio su Venezia 71

Il mercato è cambiato. Lo si vede da come il pubblico recepisce le novità e da come le richiede. Lo si vede anche dalle presenze al festival e dallo spostamento verso un cinema più digitale e forse meno vero. I grandi nomi di cineasti bastano a se stessi e si fanno vedere poco in giro. Sia Nolan che Burton usciranno al cinema senza prima essere passai in qualche grande festival. Tuttavia non si riduce il consumo di cinema e di tutto quello che ci va dietro. Le piattaforme per la fruizione della settima arte si sono moltiplicate e hanno trovato nel web un alleato formidabile. A Venezia è aumentata la richiesta di partecipazione da parte delle medie e piccole produzioni provcandoun lavoro aggiuntivo in fase di selezione. Venendo ai film di Venezia 71, “Birdman” ha puntato sull’humour e sulla proiezione dello spettatore nei pensieri e nella dimensione del protagonista facendoci forse avvicinare al mondo egocentrico di un attore/regista. “The president”, da non perdere, migliora dopo la prima parte e ci ricorda la storia di tanti dittatori, anche recenti, non del tutto cattivi ma che hanno fatto male il loro lavoro e anche i conti con chi ha fame di rivalsa. “The look of silence” ha vinto numerosi riconoscimenti nonostante la lentezza e il tema, drammatico, che oggi impedisce al regista di fare ritorno in Indonesia. “Tales” racconta vari momenti della vita in Iran con un ruolo forte delle donne, la cui posizione sociale e politica sembra resistere. “La via oscena” non convince nonostante la fotografia e alcune scene di colori e musica che rendono bene gli effetti allucinogeni delle droghe. “Anime nere” ha le radice in una terra particolare, dove i valori e i legami familiari contano più della malavita. “Senza nessuna pietà” è stato tagliato addosso al personaggio interpretato da Favino che per il ruolo è ingrassato venti chili. “Manglehorn” verte sul tema del distacco amoroso e ha a che fare con le emozioni. Ottimo Al Pacino. “Hungry hearts” parla di un tema attuale, come le cure parentali nei confronti di un neonato, in un mondo così inquinato e attento ai bambini indica. “The cut” ha il sapore della storia sviluppando il tema della ricerca. “Good kill” parla della guerra coi droni un po’ alla Top gun in tono minore ma sempre con gli occhiali a specchio e le uniformi. “Arance e martello” fa divertire in un riflessione su cittadini e politica oggi a Roma. E per finire “Una giornata particolare ” di Scola.. ah non è nuovo? Beh, è stato il meglio di tutti!

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