Suspiria

Luca Guadagnino torna a Venezia per spiegarci perché ha scelto un antecedente tanto scomodo da rifare: “Il cinema batte il tempo, ogni film è il figlia del luogo e del momento e del passaggio emotivo di chi lo fa nel momento in cui lo fa. Il film di Dario brulicava di una tensione tutta di quel periodo. Noi abbiamo avuto il privilegio di poter guardare a questo testo da un punto di vista più forse controllato, ragionando con cose che avevano a che fare con riflessioni che facevamo noi.Il cinema batte il tempo, ogni film è il figlia del luogo e del momento e del passaggio emotivo di chi lo fa nel momento in cui lo fa. Il film di Dario brulicava di una tensione tutta di quel periodo. Noi abbiamo avuto il privilegio di poter guardare a questo testo da un punto di vista più forse controllato, ragionando con cose che avevano a che fare con riflessioni che facevamo noi”.
Perché hai scelto Suspiria?
“Forse nell’85 quando ho fatto il film – non è una battuta è vera – aveva 14 anni. Mi piace pensare che il film sia la somma di inconsci collettivi di tutti noi, Walter Fasano argentiano più di me, ha fatto tre film con lui, Tilda segnata da Suspiria e Dakota l’ha scoperto sul set di A bigger splash. Abbiamo messo somma di emozioni che cinema aveva suscitato”.

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