Pechino dopo le Olimpiadi

VINTE IN CINA LE DIFFIDENZE MONDIALI AL GRIDO “UN MONDO. UN SOGNO” MA COME VERRANNO RIUTILIZZATE LE STRUTTURE OLIMPICHE?

di Michela Manente

Evento promosso a pieni voti e un’eco che ancora risuona in tutto il globo: spettacolari i giochi cinesi! La XXIX edizione delle Olimpiadi a Beijing si era aperta come se ci fossimo trovati davanti al grande schermo per vedere un kolossal epico: il regista Zhang Yimou aveva firmato il sequel della sua pellicola del 2006 “La città proibita”. Azzeccata la scelta di far iniziare le competizioni l’8 dell’ottavo mese alle ore 8.08, data indimenticabile per atleti e appassionati e numero fortunato, secondo l’antica tradizione cinese, per dare realizzazione al sogno centenario per la Cina di ospitare le prime Olimpiadi sul proprio territorio. Con gli occhi puntati su di sé, il Paese del Dragone ha saputo offrire il meglio e anche gli abitanti di Pechino hanno fatto la loro parte, rispettando (almeno per la durata delle Olimpiadi) i consigli contenuti in quel manualetto di bon ton, una sorta di “guida alle buone maniere” con tanto di illustrazioni, distribuito ai cittadini per evitare che si mostrassero maleducati o “disgustosi” agli occhi degli ospiti internazionali. Ma chiusa la riuscita esperienza a cinque cerchi e ad un anno dal suo compimento, che cosa rimane di quell’emozione che ha contagiato anche la lontana Europa? Per dar voce alla pressante ambizione di rilancio della propria immagine, il Comune di Pechino aveva edificato da zero un’intera area urbana a nord della città dove prima c’erano campi di grano e mais. Oggi l’immenso quartiere di più di 12 chilometri quadrati che ha ospitato i giochi e dato alloggio agli sportivi, alle famiglie e ai giornalisti è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, metropolitana compresa, e soprattutto è visitabile. Al costo di 50 yuan (5 euro circa) si può accedere allo Stadio olimpico, il cosiddetto “nido d’uccello” (o Bird’s Nest Stadium) che ha una capienza di 92 mila spettatori e che, oltre ad essere museo di sé stesso con un’area shopping per acquistare gadgets ufficiali, accoglie ancora qualche manifestazione sportiva ma non solo. Ad esempio l’8 agosto scorso “il nido” ha ospitato la finale della Supercoppa Italiana di calcio, ad un anno esatto dall’inizio dei Giochi: tanti italiani non hanno disatteso l’evento ma anche tanti tifosi cinesi! Passeggiando per il quartiere si ammirano le avveniristiche costruzioni tutte visitabili a pagamento: i due stadi indoor con i tetti a forma di yin e yan, la piscina a cubo d’acqua, la torre olimpica a otto terrazze che dovrebbe diventare un centro congressi, il centro olimpico con il tetto a forma di testa di drago o di fiaccola. Tutto attorno per 36 chilometri quadrati c’è un immenso parco verde: è stato creato da zero per dare ossigeno alla città, demolendo villaggi, piantando 800 mila alberi e spendendo circa 55 milioni di euro. In totale l’intera area dell’Olympic Park, con l’Esposizione Internazionale, lo Sport Center, il Museo di nazionalità cinese e il centro commerciale sotterraneo è più grande dell’area occupata dal Palazzo d’Estate e dal Palazzo Yuanmingyuan (Giardino della Luce e della Perfezione, noto sotto il nome di “Giardino dai diecimila giardini”). Tutte e 33 le strutture olimpiche, di cui 12 costruite da zero e 11 ristrutturate, non rimarranno cattedrali nel deserto, come avvenne per Sydney e Atene: per la gran parte saranno riconvertite in spazi commerciali. La piscina sarà privatizzata e trasformata in un centro fitness per i milionari della capitale, mentre accanto sorgerà un centro di divertimento acquatico. E i 42 palazzi del villaggio olimpico che dall’8 agosto al 24 agosto dello scorso anno hanno ospitato 16.000 atleti, allenatori e personale di accompagnamento a cui si sommano i 6.000 delle Paralimpiadi dello scorso settembre? Al momento sono quasi totalmente disabitati ma gli atleti cinesi e le loro famiglie sono in attesa di ricevere gli appartamenti. Un problema che la capitale non è riuscita a risolvere è quello dell’inquinamento. La celebre struttura a forma di nido sembra sospesa in aria a causa della massa d’aria grigiastra sulla quale galleggia, specie nelle giornate più umide. La pioggia è festeggiata nella capitale da chi desidera che l’evento meteorologico rinfreschi la calura estiva e allenti la morsa del fastidioso smog, un vero toccasana per l’estate pechinese.

INFORMAZIONI

SITO UFFICIALE IN INGLESE DEI GIOCHI OLIMPICI: http://en.beijing2008.cn

COME RAGGIUNGERE PECHINO

Principali compagnie aeree: Alitalia (volo diretto da Roma Fiumicino), China Air (volo diretto da Roma Fiumicino), Emirates (via Dubai), Korean Air (via Seul), Air France (via Parigi), British Airways (via Londra).

COME RAGGIUNGERE IL PARCO OLIMPICO

Metropolitana: la Line 10 è quella con la quale raggiungere le principali strutture olimpiche fermandosi alla stazione Olympic Park area.

Altri mezzi: Lo stadio principale o Bird’s Nest è raggiungibile dal centro città in taxi in 30 minuti ad un prezzo di circa 300 yuan (30 euro).

PRINCIPALI TOUR OPERATOR: www.dgvtravel.com, www.chinasia.it, www.chinatouronline.com, www.cctsbeijing.com

Beijing Olympic Park is the central area for holding Olympic sports.

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