Nuova oggettività al museo Correr

Non di Icaro e di suo padre voglio parlarvi, né del museo archeologico o della quadreria che da soli giustificano una visita a Venezia, ma della mostra – fino al 30 agosto 2015 – “Nuova Oggettività”. L’oggetto dei centoquaranta quadri è l’arte in Germania al tempo della Repubblica di Weimar. Autori come Max Beckmann, Heinrich Maria Davringhausen, Otto Dix, Carl Grossberg, George Grosz, Jeanne Mammen espongono la loro arte, tra cui anche acqueforti e fotografie, a testimonianza del periodo post prima guerra mondiale e prima della salita al potere di Adolf Hitler. Le loro opere sono realiste: mettono in mostra la vita sociale in Germania prima dell’avvento del nazismo, con le contraddizioni di una società poverissima oppure ricchissima, le prostitute, gli oggetti industriali, i poveri, i soldati mutilati. Il realismo freddo e impassibile della Nuova Oggettività, che supera l’espressiinismo caricandolo di valenza anche politica, non rientra agevolmente nelle convenzionali ricostruzioni dell’arte moderna. Non piaceva neanche ai nazisti che in molti casi si sbarazzarono di quest’arte considerata troppo reale, critica e angosciosa, con la sua attenzione delirante per gli oggetti, e perciò scomoda. Le cinque sezioni del percorso espositivo ben espongono l’evoluzione della corrente, mai codificatasi però una scuola, tra cui spicca la ritrattistica, anche di bambini, e Lustmord, omicidio a sfondo sessuale. Al Museo Correr, info visitando il sito della Fondazione Musei Civici Venezia.

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