PARTILAMO DI

   
   
   
   
   
   
   
 
DOUBLE-FACE
Niente è ciò che sembra.
Sinonimi e contrari non esistono, al nero non si contrappone il bianco.
Tutt'al più al bianco, miscela di luci monocromatiche, si contrappone un'altra tonalità di bianco, l'écru degli abiti da sposa o della copertina di questo libretto, il biancoazzurro del piumaggio delle colombe.
Eppure queste antitesi, quasi giochi di prospettive, sono significative proprio in quanto propongono delle situazioni opposte.
Come nella vita, quando ci troviamo di fronte a un bivio: a volte basta tirare in aria una monetina,
altre volte è necessario risolvere l'enigma della Sfinge.
Qui seguo i dettami di Apollo: l'arte riunisce i contrasti, li rende architetture armoniose, preziose immagini da condi videre.
IN GIRO PER ( DIECI MOVIMENTI VERSO IL CENTRO )
Nell'epoca degli spostamenti, dove la globalizzazione trasferisce merci e denari, mentre uomini e donne fùggono dalla loro condizione di miseria e di violenza e la tecnologia ci fa navigare attraverso la grande rete, Michela Manente ci propone un singolare viaggio attraverso la poesia.
L'essenzialità del medium usato, la parola, conferisce a questa esperienza una grande forza, perché le parole camminano sulla pagina una alla volta e la molteplicità è il risultato di una somma di singolarità. Il rigore dell'esplorazione compositiva consente a Michela di pronunciare parole antiche che hanno caratterizzato nei secoli la produzione poetica, ma che qui ritornano come nuove.
I componimenti raccolti assumono lo statuto di canzoniere, per l'elaborata tessitura strutturale e tematica, che intreccia la rivisitazione letteraria dei luoghi con la citazione dei versi degli autori amati, per produrre nuovi versi.
Si crea così un unicum inscindibile dove la nuova poesia scaturisce e si arricchisce con la poesia più nota e letta.
L'itinerario di scrittura di Michela prende le mosse da Venezia, pericolosissimo tema poetico per il rischio dell'ovvio e del già visto; il soggetto prescelto si presenta invece in modo nuovo, grazie alle immagini inedite della città che ci vengono proposte, compresa la definizione che se ne da, quale luogo che "serra secoli di serenità".
L'apparente impressione positiva viene così sopraffatta
DIALOGO CON LE NUVOLE
Perché "Dialogo con le nuvole"? Perché stiamo tentando un esperimento letterario robabilmente complesso ma di grande soddisfazione, nel momento che si attua tra due persone di estrazione ed età diverse.
Non poteva che essere così, ovvero un dialogo nel vento al di sopra del mare e delle montagne, con gli occhi rivolti al cielo a guardare le nuvole che, pas sando, se ne vanno, per lasciare spazio a tutte le possibili interpretazioni ed immaginazioni.
Non sappiamo se la nostra sperimentazione, basata tecnicamente su fondazioni precise che passano dagli zajal arabo-andalusi al verso libero attraversando metriche più disparate, incorniciate in ballate, canzoni, poemetti o semplicemente in "dialoghi" (pi dialogai) di più antica memoria, si sposi con la poesia tradizionale, intesa come tale.
Certo è che esperimento rimane in una sorta di "Poesia Continua" non avulsa dalla realtà, ma nemmeno totalmente onirica, più spesso consapevole dello stesso "affabular del tempo" e delle circostanze quotidiane. Non più sillabe staccate, quindi, parole isolate dal contesto o versi che in sé trovano ogni completezza; un canto lungo, al suo posto, che....


English version Dialogue with the clouds
Versione Italiana
Dialogo con le nuvole
Memorie della resistenza a Noale (1943-1945)” (ti invio la copertina), stampato presso le grafiche Camilli il 21 aprile 2006. Testi di Michela Manente, Alessandro Ragazzo, Federico Pigozzo e Francesco Bonaventura.
MEMORIE DELLA RESISTENZA A NOALE 1943-1945
L’idea di narrare i fatti della Resistenza noalese attraverso le testimonianze dei protagonisti è nata nell’ottobre del 2004, in occasione del sessantesimo anniversario della “Battaglia del Parauro”, lo scontro tra partigiani e fascisti che si svolse nelle campagne di Briana l’11 ottobre 1944. Fin da subito si è rinunciato alla pretesa di rivelare qualche “verità” storica: piuttosto si è voluto offrire una visione “soggettiva” degli avvenimenti, meno obiettiva ma certamente più umana. In questo libro vengono ricordate le azioni armate, le bombe e le uccisioni; appaiono sfumate le distinzioni fra i patrioti cattolici, i partigiani “rossi” della Brigata Garibaldi e quelli moderati di Giustizia e Liberta ma il tema della lotta finisce per scivolare in secondo piano rispetto alla descrizione del dolore e della paura che toccarono i protagonisti. Ad emergere, nelle interviste realizzate da Alessandro Ragazzo e Michela Manente, è il senso del dramma e della morte che sconvolse la vita dei noalesi. Di corredo sono state recuperate le cronache già note del capo partigiano Bruno Ballan, del partigiano cattolico Antonio Gatto e del parroco di Briana don Pietro Zandonadi. A queste si sono aggiunte le note di varie persone che da piccole furono presenti alla battaglia del Parauro, combattuta nei campi al confine tra Noale e Massanzago, tra partigiani e brigate nere della Repubblica Sociale Italiana.

 

Copyright - MichelaManente© 2010 fedeweb