la mia Cina

LA MIA CINA

VISITA AL PAESE DEI GRANDI NUMERI

La Cina è un Paese da rinvenire. Tutto appare come possibilità da ricercare: la ricca storia imperiale che riemerge con prepotenza nonostante la Rivoluzione culturale, la modernità delle infrastrutture e dello skyline, la contraddizione accesa tra passato e presente.

Non più di un figlio è ancora la regola per le famiglie di tutta la Cina, eppure il Paese scoppia demograficamente. Non c’e quiete da nessuna parte, neppure tra le praterie mongole. I cinesi sono un popolo solidale – retaggio del Comunismo? – e la vita in società supera l’egoismo del singolo, così tipico della vita in Occidente. Al calar del sole negli hutong, i vecchi quartieri di Pechino, le mamme si aiutano tra loro badando ai reciproci infanti liberi da fastidiosi pannolini, mentre gli uomini si sfidano attorno a rudimentali dame di legno.

La Cina e dei cinesi, di tutti i suoi milioni e milioni cinesi che la vivono, la sfruttano, la amano. La giornata lavorativa è molto lunga e non è insolito trovare nelle grandi città i negozi aperti 24 ore. Per i lavori stradali o di riammodernamento cittadino si preferisce la tranquillità delle ore serali per non intralciare l’andirivieni dei lavoratori. Tante ore per produrre un risultato imperfetto. Non giudichiamo le condizioni di lavoro, spesso precarie nell’edilizia o non decorose nella ristorazione, ma il prodotto finale che non è mai rifinito. Il settore turistico va bene: a detta dei commercianti, nel 2009gli affari non si sono arrestati. Negli imponenti centri commerciali del falso i turisti credono di fare grandi affari e non sanno, invece, quanto vengono imbrogliati da un popola nato per il commercio.

La vita in Cina costa poco rispetto agli standard europei. Prendere il taxi in Italia è un lusso, in Cina la norma. Del resto la metropolitana a due yuan con un ottimo servizio a Beijing non è ritenuto – erroneamente – conveniente. Per i pasti si può optare per una soluzione cinese o ricercare le cucine da tutto il mondo, anche la pizza italiana.

La Cina è un paese in trasformazione velocissima. Le città sono un cantiere a cielo aperto e oltre alla ristrutturazione procede l’edificazione ex novo. Una su tutte Shanghai che si è fatta bella per l’expo 2010.

La Cina è un paese accogliente. Agli occidentali non capita di rado di essere fermati per strada per essere immortalati in telefonini e apparecchi fotografici. Nei negozi le persone salutano e cercano di fare il possibile per accontentare lo straniero, anche se la comunicazione appare talvolta difficile. Il contatto con lo straniero avviene anche attraverso il bilinguismo cinese-inglese che ormai le grandi città hanno adottato nella grande e piccola cartellonistica.

La Cina è un paese moderno. Dall’aeroporto di Shanghai al centro città ci vogliono otto minuti di treno per percorrere chilometri. Velocità della corsa circa 300 chilometri all’ora. no comment.

La Cina è un paese simbolico. Il drago è l’imperatore, la fenice l’imperatrice, i leoni i guardiani, la peonia la ricchezza, il rosso il Comunismo.

La Cina è un paese grande e ai cinesi piace la grandezza. Sono grandi le porzioni al ristorante, le macchine dei ricchi, i grattacieli sfiorano le nuvole; sono larghe le strade, le piazze come Tiennamen. E si sta elevando anche l’altezza dei cinesi.

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