La festa capitolina del cinema

Una riflessione, banale quanto lampante, aleggia su Roma: il cinema è di chi lo guarda, il cinema è del pubblico. In altre parole, senza lo spettatore, cosa sarebbe il cinema? Nella città eterna si è appena conclusa la Festa nata undici anni fa da un’idea di Walter Veltroni. Continua tutt’oggi sotto il segno della popolarità con retrospettive gratis, incontri e appuntamenti di cinema e dintorni. Quest’anno è stata la volta di Zurlini, celebrato con i suoi capolavori (tra tutti Il deserto dei tartari) e Tom Hanks che vanta una filmografia estesa e interessante, da Philadelphia a Forrest Gump, da Salvate il soldato Ryan al recente Ponte delle spie. Ampio spazio per i cinema della tematica sociale della frontiere e della migrazione. Si è anche celebrato il ventennale di Il paziente inglese, di Minghella, con il cast quasi al completo a Roma per la reunion, storia di un amore impossibile e struggente che ancora oggi fa rimpiangere il secolo scorso (nove gli Oscar vinti). Il pubblico ha decretato il film vincitore, Captain Fantastic di Matt Ross, film sull’educazione parentale in condizioni estreme, mentre si godeva i grandi nomi invitati, come Meryl Streep, don De Lillo e Oliver Stone, in buona compagnia con Jovanotti e Benigni, che ha spostato la data del suo Incontro ravvicinato per poter accondiscendere all’invito di Obama. Del resto non sono inviti che capitano tutti i giorni…

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