La città di Madre Teresa illuminata dalla fede

La fede è palpabile a Skopje. La città omaggia la Santa con i suoi riti bizantini e un devotismo contagiante. Fuori di questo, la miseria di un Paese extra UE in difficoltà ancora permette che cani e bambini randagi vaghino indisturbati, sporchi e pulciosi. La presenza musulmana invade di sapori e colori l’antico bazar ottomano dove si bevono caffè e té turchi e dove i mercanti invitano a comprare merci a prezzi europei. impossibile scegliere di prendere i mezzi pubblici. L’economia si regge sui taxi con cui contrattare le tariffe per non essere raggirati. La cucina balcanica è fatta di sapori genuini, carni, peperoni e fagioli accompagnati da birra o rakija. Tra l’artigianato da comprare, c’è la filigrana degli argentieri con cui accontentare parenti ed amici. La città, che conta più di due milioni di abitanti ed è indipendente dal 1991 a seguito della guerra balcanica, è divisa tra musulmani ed ortodossi non ancora integrati e che rendono la capitale una città multietnica dall’anima divisa.

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