Il restauro del libro antico a Praglia

La principale regola benedettina recita: ascolta. All’abbazia di Praglia a Teolo, vicino ad Abano Terme (PD), l’ascolto diventa fondamentale per chi voglia sintonizzarsi su uno stile di vita meditativo, comunitario, in lode alla vita. Tra le varie attività compiute dai monaci c’è il restauro del libro antico. Avviato negli anni Cinquanta, il servizio è reso a biblioteche e fondi che vogliano tutelare un bene così prezioso quanto deperibile. Manoscritti, antifonari, codici, lettere, le biblioteche sono formate da oggetti bisognosi di attenzione, che il tempo e condizioni dell’ambiente non ottimali per la conservazione deteriorano. Anche eventi eccezionali, come l’acqua alta del 1966, hanno nel corso della storia intaccato questo bene artistico e culturale. Proprio a Praglia è avvenuto il restauro di alcuni importanti codici della Biblioteca nazionale di Firenze, a seguito dell’alluvione di sessanta anni fa. Da Firenze giunsero 2500 volumi e 2000 da Venezia, oggi tutti ricollocati al loro posto, segno dell’attività paziente e qualificata dei monaci benedettini di Praglia.

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