E’ suonata la campanella

E’ SUONATA LA CAMPANELLA.

LA SCUOLA DEI TAGLI E LE PREOCCUPAZIONI DEI GENITORI

Come sta cambiando la scuola? Quali sono gli umori di chi ci lavora e di chi ne fruisce? Come sono cambiati gli alunni? Vi proponiamo un viaggio tra i banchi di scuola per capire qual è il modello voluto dal Ministero della pubblica istruzione e le riforme in atto. Un vademecum per tutte quelle famiglie interessate al futuro del proprio figlio e incerte se scegliere il pubblico o il privato, il tempo scuola tradizionale o il potenziato, il modulo e il maestro unico…

Un tempo c’era il maestro Manzi, ora c’è la lavagna interattiva. Un tempo si portava il grembiule, oggi la maglia griffata. Un tempo a merenda si mangiava pane e prosciutto, oggi snacks e patatine. Ma l’atteggiamento “nostalgia”, erano belli i tempi passati, io mi ricordo la mia cara maestra… non serve a niente. Oggi la scuola ha bisogno di genitori attivi e insegnanti motivati, per sollevare dal torpore i figli di un’Italia che concede tutto, dall’ultimo modello di telefonino, all’I-pod, dallo zaino all’ultima moda, all’astuccio straripante di penne e pennarelli. E tra i giovani la voglia di far fatica scema…

Siamo una comunità attiva o addormentata? Cosa vogliamo per la generazione che oggi si sta impegnando nello studio? Sappiamo che, a differenza dei padri, questi ragazzi faranno fatica ad inserirsi nel mondo del lavoro, guadagneranno poco e sicuramente meno dei genitori. La famiglia, i figli, non sono più tra i loro obiettivi. si sentono insicuri, con le sabbie mobili sotto le scarpe.

Noi tutti, insegnanti, animatori, parroci, catechiste. noi adulti dobbiamo tendere loro la mano, educarli come se fossimo un’unica comunità educante. Nessuno può rinunciare a questo importante compito; ognuno lo deve fare con impegno e lungimiranza. I ragazzi di oggi necessitano di maestri di vita carismatici che insegnino loro soprattutto ad apprezzare ciò che hanno, non solo i beni materiali, ma le loro doti, le loro facoltà intellettive.

La scuola è cambiata. Sempre meno ore, intense, tutte concentrate la mattina. Gli studenti devono trovare la loro strada, spesso da soli. La riforma Gelmini ha fatto ordine agli indirizzi di studi ma ha anche aumentato il numero di alunni per classe, ha tagliato fondi e risorse. Spetta ai genitori pagare questa riforma, loro che lavorano a tempo pieno in due e hanno bisogno di tenere impegnati i loro figli, specie il pomeriggio.

Insomma, così non va. pensiamoci tutti.

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