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  Cinema nel mese di Settembre  
     

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Mostra del Cinema di Venezia
Puoi leggere le mie recensioni dalla 67. Mostra Internazionale d'arte cinematografica di Venezia nel sito www.mostradelcinema.net

 
  CELEBRATO IL RE DEI FILM D’AZIONE MADE IN CHINA
ASSEGNATO IL LEONE D’ORO ALLA CARRIERA AL CINEASTA ASIATICO JOHN WOO
 
 

Dopo il Leone alla Carriera all’animata creatività del gruppo Pixar che a Venezia ha portato una carrellata di cartoni amati da grandi e piccini, l’ultimo “Toy story” compreso, l’ambito riconoscimento è andato quest’anno a John Woo. Sì, proprio al regista di certo cinema violento e sanguinario, con boss mafiosi cinesi che si trovano implicati in storie di droga, vendetta tra bande di gangster e tanto sangue a colpi di kung fu e rivoltellate, con un tocco di poesia e umanità. Woo torna in laguna per la quarta volta: nel 2004 era stato il “padrino” della Storia segreta del cinema asiatico mentre due anni dopo accompagnava uno degli episodi di “All the Invisible Children” e nel 2007 era produttore di “Blood Brothers” (“Tiantang kou”), lungometraggio d’esordio di Alexi Tan, film di chiusura della 64. Mostra. Il giorno della celebrazione alla 67. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è stato il 3 settembre alle ore 21.30 in Sala Grande (Palazzo del Cinema). Per l’occasione il regista di Hong Kong ha portato al Lido una sua supervisione della pellicola di Su Chao-Pin, “Jianyu (Reign of Assassins)”, visto in anteprima mondiale anche il giorno precedente la premiazione. Qualche accenno ai dati biografici: nato a Canton nel 1946, è da molti decenni cittadino di Hong Kong dove è avvenuto l’esordio del suo attore feticcio preferito Chow Yun-Fat in “A Better Tomorrow” (1986). Regista, produttore (con la sua Lion Rock), autore di videogiochi e di romanzi a fumetti, John Woo è considerato uno dei maestri che hanno contribuito a cambiare il linguaggio del cinema contemporaneo. E’ lunghissima la lista dei film da lui diretti. Ancora in bilico tra la carriera in madrepatria e gli studios di Hollywood (ricordiamo “Mission: Impossible II” con Tom Cruise), Woo sta ultimando a Seoul la post-produzione di “Mujeokja”, remake coreano di “Yinghung boonsik/A Better Tomorrow” (1985), diretto dal regista coreano Hae Sung Song e presto inizierà le riprese del film di guerra “Flying Tigers”. Per il futuro Woo spera di poter dare vita al remake di “The killer”, nel frattempo visto restaurato al Lido, che diresse nel 1989 con Chow Yun-Fat nel ruolo di un assassino a pagamento innamoratosi d’una cantante di piano bar a cui ha fatto perdere la vista durante una “sessione di lavoro”.

Michela Manente

 
 

LA VIA CRUCIS DI UN REGISTACARLO MAZZACURATI E
“LA SUA VERA PASSIONE”: IL CINEMA

 
 

A mani vuote alla 67. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, dopo un prolungato applauso in sala in parte consolatorio, “La passione” ha avuto giorni migliori al botteghino (dal 24 settembre). Insomma sembra proprio che Venezia non porti bene a Carlo Mazzacurati, quest’anno presente con due lavori, “La passione” appunto (in concorso) e un documentario “Sei Venezia” che verrà distribuito gratis in dvd a Natale dal Consorzio Venezia Nuova. In passato il regista patavino aveva fatto meglio, non con “La lingua del Santo” in cui recita la coppia Albanese-Bentivoglio, un’opera a tutti gli effetti entrata a pieno titolo nella storia del cinema ma che non aveva convinto la giuria del festival veneziano, più generosa invece con “Il toro” che vinse nel 1984 il Leone d'argento e la coppa Volpi a Roberto Citran. A parte la delusione per il mancato riconoscimento da parte di Tarantino e company, rimane stampato sulla faccia chi ha visto il film il sorriso divertito che la trama leggera e gli interpreti suscitano. Non è solo il protagonista Silvio Orlando, faccia di gomma e perfetto nel ruolo di Gianni Dubois, regista in crisi d’identità e in attesa dell’idea giusta… è anche Corrado Guzzanti a far crepare dal ridere, nei panni di un attore di provincia che vuole lavorare col “grande maestro” senza rinunciare alla sua professionalità fuori corde. E poi c’è Giuseppe Battiston, anche lui nei panni di un attore, in realtà un ex galeotto, ma dotato in più d’una umanità che fa la differenza anche in una rappresentazione di paese. In pochi giorni il trio deve mettere in scena nella Settimana Santa un’edizione da annali della passione di Cristo. Ad obbligare Dubois è l’opportunista sindaco della cittadella toscana (Stefania Sandrelli), pena l’invio alla Sovrintendenza dei Beni culturali d’una lettera in cui accusa il regista di essere il responsabile del danno del prezioso affresco della chiesetta, gravemente danneggiato da perdite d’acqua provenienti dall’adiacente abitazione di Dubois. Quest’ultimo ha anche un agente che lo tormenta di telefonate per sapere come intende muoversi; in cantiere c’è anche la collaborazione con la starlette di turno, la velina da fiction tv (Cristiana Capotondi), che a cena con il regista, capendo poco della confusa proposta di Dubois che in realtà filma con la mente la vita della cameriere polacca del bar (Kasja Smutniak), lo manda a quel paese prima di consumare il pasto. A tre anni di distanza da “La giusta distanza”, presentato in concorso alla II Festa Internazionale di Roma, “La passione” commuove e diverte, non annoia parlando di ciò che un regista conosce meglio… il cinema e la “via crucis” che porta alla realizzazione del film, dall’ideazione alla distribuzione nelle sale.

Michela Manente

  Cinema nel mese di Ottobre  
     
 
 

 

     
 

GIOVEDI 14 OTTOBRE PRESSO IL FONTE DEL PORTO di Padova alle ore 21,00 verrà proiettato in anteprima il documentario di Michele Angrisani "E'ANDATA COSI' sulla storia della famosa ed indimenticabile grande fabbrica padovana SAIMP che tanto lustro ha dato all'economia veneta e nazionale. La fabbrica è stata completamente abbattutta nel gennaio di quest'anno per far posto agli immancabili centri commerciali e parcheggi. il documentario è stato realizzato in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura dl Comune i Padova e con il Dipartimento di Storia Economica dell'Università di Padova.
In collaborazione con l'Archivio Audiovisivo del Movimento operaio di cui è presidente il regista Mimmo Calopresti verrà organizzato presso lo strutture dell'Archivio una proiezione anche a Roma probabilmente entro la fine di quest'anno.
Alla proiezione parteciperanno l'Assessore alla Cultura del Comune di Padova ANDREA COLASIO e per l'Università di Padova il Prof. ROVERATO.

 
     


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