Ciak si gira in laguna!

CIAK SI GIRA IN LAGUNA!

Di recente è uscito un libro “Set in Venice /Il cinema a Venezia. Scatti, protagonisti, racconti”, che raccoglie i titoli dei film e le relative informazioni di produzioni, delle pellicole girate in laguna. Anch’io da un po’ sono sintonizzata sullo stesso tema, su come Venezia fosse stata “sfruttata” dalla settima arte con il placet delle Amministrazioni che si sono susseguite. Tra le pellicole che avevo scelto da far vedere nel cineforum da me organizzato non ho potuto escludere “Tutti dicono I love you” dell’ironico, paranoico Woody Allen da sempre innamorato della città sull’acqua, oltre che del Belpaese in generale. Nella rassegna avevo incluso anche il divertente “Pane e tulipani” di Silvio Soldini, una commedia che vede un buffo detective (Battiston) in cerca tra le caliginose calli veneziane della moglie del suo cliente scappata dalla sua vecchia vita; e anche “La lingua del Santo”, basato su un fatto di cronaca realmente accaduto, il furto della reliquia di Sant’Antonio più importante della Basilica patavina. La trama del film di Carlo Mazzacurati vede due ladruncoli inesperti (Albanese e Bentivoglio) alle prese con le conseguenze di un colpo più grande di loro e dunque in fuga per una laguna impenetrabile e misteriosa. Ma andando indietro nel tempo non possiamo dimenticare, tra le grandi produzioni girate a Venezia, “Senso” di Luchino Visconti e “Morte a Venezia”, queste due sì inserite in tutti i manuali del cinema d’autore. Invece tra le ultimissime pellicole mi è parso suggestivo, in quanto ricorda alcune splendide pagine molto lagunari di Paolo Barbaro (… Venezia allegra e insensata, svagata e porcona, curiosa e piena di vita, dorata e splendida nelle calli marce di umido…), “Dieci inverni”, un film di Valerio Mieli con Isabella Ragonese, una storia d’amore giovanile nata a bordo di un vaporetto. Da vedere, tuttavia con qualche riserva, “The Tourist” di Florian Henckel von Donnersmarck (2010) in cui la bellissima coppia Jolie-Depp ben si inserisce tra le sontuose scenografie nei palazzi veneziani (vedi la scena del ballo in maschera) ma che non rende le giuste dimensioni e distanze della città. Peccato che sia stata tagliata interamente la scena girata a Mestre. Carlo Mazzacurati è artefice anche di un recente documentario intitolato “Sei Venezia” (2010) dal numero dei veneziani intervistati: c’è un ragazzino che racconta in dialetto le sue allegre scorribande e una cameriera del Danieli che racconta vizi e virtù della star ospitate nel cinque stelle lusso più conosciuto della città. Un’industria, per tirare le somme, quella con Venezia protagonista, che se adeguatamente sfruttata anche raccontando le imprese degli illustri veneziani da Casanova al Mercante shakespeariano, porta a un duplice risultato: promuovere l’immagine della città nel mondo e impiegare professionalità formatesi in una città in cui le arti – cinema, teatro, danza, musica – da sempre hanno trovato una loro degna dimensione. Con un’ultimissima raccomandazione: no ai film che di Venezia utilizzano solo il nome ma che in realtà sono girati altrove, a Cinecittà o in altri studios.

Per chi volesse saperne di più: “Set in Venice /Il cinema a Venezia. Scatti, protagonisti, racconti” di Ludovica Damiani (2009, catalogo della mostra), e la pagina di Wikipedia “Film girati a Venezia”.

1 Commento

  1. Senza dubbio un ottimo post. Seguo con entusiasmo il sito http://www.michelamanente.it. Continuate con questo piglio.

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