Bosch e ‘boschiani’ a Venezia

L’artista fiammingo, e suoi epigoni, ripartono da Palazzo ducale per farsi ammirare nella loro estrema fantasia anticlassica. A 500 anni dalla morte, Jheronimus Bosch non si sposta dalla laguna e le sue tre opere esposte alle Gallerie dell’Accademia – due trittici e quattro volte – sono state inserite in un percorso che ne amplifica il significato grazie alle radiografie che ne mettono in luce le figure preparatorie. In bilico tra sacro e profano, la sua ricerca artistica ancora stupisce se inserita in un contesto rinascimentale, sebbene l’influsso di Leonardo da Vinci possa dirsi acquisito. Il fenomeno “bosch” ha dato origine a una vera e propria moda in cui visioni e paesaggi onirici densi di figure e creature mitologiche o inventate si uniscono a Santi, mistici ed eremiti.

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