Anime nere

Togliere i cliché dai film sulla mafia. Operazione riuscita a metà per il regista Francesco Munzi visto che di stereotipi è piena la sua opera presentata in concorso come primo film italiano. Ma la pellicola regge ed è interpretato con maestria, pur non aggiungendo nulla di nuovo al genere. Buona la riuscita sul grande schermo della relazione tra i tre fratelli di una famiglia di pastori di Africo legata alla ‘ndrangheta. Considerevole anche il finale, drammatico e terribile ma che lascia una speranza alle generazioni future. In sintesi un western calabrese (sono necessari i sottotitoli anche in italiano) dove i buoni sentimenti e le buone intenzioni convivono con i traffici e l’omertà mafiosi, il tutto immerso nel paesaggio aguzzo e silenzioso dell’Aspromonte.

2 Commenti

  1. Si tratta di una scheda che in poche frasi sintetizza con acutzzza critica sia l’intenzione che la resa fimica.Complimenti!

    • La ringrazio. In ogni caso è un film da vedere. Anche se non è una bella pubblicità per il nostro Paese…

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